Il pensiero positivo (e un libro) dietro l’assalto a Capitol Hill

Potrà sembrare sorprendente, a tratti illogico, ma a muovere l’orda di sostenitori di Trump alla volta del Congresso a Washington è stato (anche) un libro. Il discorso con cui il leader repubblicano ha aizzato i suoi più fedeli elettori, le teorie di complottismo e l’occupazione violenta di Capitol Hill il 6 gennaio prendono spunto da “un segreto”.

The secret è infatti il libro scritto nel 2006 da Rhonda Byrne che ha venduto 30 milioni di copie nei soli Stati Uniti. Il best seller prende spunto dal movimento New Thought (che professa una comunione tra scienza e religione) e ha avuto un impatto talmente forte sulla cultura americana da essere considerato meritevole di un posto tra i libri del secolo.

Il segreto professato da Byrne è quello della “Legge di attrazione”. Un principio secondo il quale è possibile modificare la propria realtà secondo il proprio volere, mantenendo un atteggiamento positivo e concentrandosi con forza su ciò che si vuole ottenere. Chiedi, credi e ricevi sono i tre passaggi che portano alla felicità.

Tu sei colui che chiama la legge dell’attrazione all’azione e tu lo fai attraverso i tuoi pensieri […]

La legge dell’attrazione funziona sempre, che tu ci creda o no

il segreto

Con questo presupposto Byrne arriva ad affermare che i pensieri positivi possano portarti alla ricchezza, prevenire le malattie e l’invecchiamento, evitare le catastrofi.

Le teorie di wishful thinking (tradotto in italiano con “pensiero positivo”) non sono in realtà nuove sulla scena letteraria statunitense. Il primo a trattare l’argomento con successo fu infatti il predicatore Norman Vincent Peale nel suo Il potere del pensiero positivo, pubblicato nel 1952.

Formulate e imprimete indelebilmente nella vostra mente un’immagine mentale di voi stessi come persone di successo. Mantenete tenacemente questa immagine. Non permettete mai che sbiadisca.

il potere del pensiero positivo

Da questa citazione si può ben comprendere perché Donald Trump sia un sostenitore del wishful thinking e del perché consideri Peale uno sei suoi intellettuali di riferimento. The Donald durante il suo mandato ha messo in pratica alla lettera questi insegnamenti: per essere al vertice degli Stati Uniti non è necessario dimostrare particolari capacità, basta credere fortemente di averle. E contraddire con tenacia tutti coloro che tentano di dimostrare il contrario.

Gli aforismi nel libro di Byrne, sulla scia di quello di Peale (a destra in una foto del 1966) potrebbero essere letti come semplici e generici consigli per l’anima auto-motivazionali. Ma letti fuori dalla sfera spirituale, semplificati e applicati alla realtà quotidiana, rischiano di creare una visione del mondo ordinario alterata da un’ideologia tossica.

La stessa che ha mosso i manifestanti contro Capitol Hill. Il segreto, infatti, ha convinto milioni di americani di avere il potere di crearsi una realtà che assomigli in tutto e per tutto ai propri desideri. E di essere autorizzati ad ogni azione, anche violenta, per raggiungere il livello di perfezione che si erano immaginati. L’idea che tutto sia controllabile attraverso la propria mente genera narcisismo, arroganza e sete di potere. Sentimenti che Trump non ha fatto altro che cavalcare dando loro un campo di battaglia.

Non importa poi se l’assalto ha solo ritardato la certificazione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti, se Trump ha voltato le spalle a chi agiva in suo nome, se ci sono stati arresti, feriti e morti. Non ha importanza per chi deve rendere conto solo a se stesso.

Tu sei un essere cosmico. Tu sei tutto il potere. Tu sei tutta la saggezza. Tu sei tutta l’intelligenza […]

Tu sei un genio oltre ogni descrizione, quindi inizia a dirlo a te stesso

il segreto

E quando credi fortemente di essere un genio a cosa serve il confronto? L’opinione degli altri non conterà a nulla , né la realtà potrà mai smentire quello in cui credi. Nemmeno un presidente eletto e una serie di ricorsi falliti faranno vacillare la convinzione di essere vittima di brogli e complotti. Perché ignorare la realtà è il primo passo per crearsene una propria.

Come fa notare Jessica Wildfire in un articolo su Medium, Rhonda Byrne invita implicitamente ad essere egocentrici ed egoriferiti. In The Secret non c’è posto per l’ascolto, la condivisione e la gentilezza. Milioni di americani si sono innamorati di questo libro perché dà loro il permesso di smettere di ascoltare i problemi altrui. Dà la licenza di chiamarsi geni e sentirsi invincibili, di abdicare alle proprie responsabilità sociali per utilizzare tutto il proprio tempo e le proprie energie ad affermare se stessi, senza preoccuparsi delle conseguenze. Nemmeno quando si tratta di assaltare la sede del Congresso.

Questo articolo fa parte de Le mille storie di Capitol Hill, progetto realizzato dai giornalisti praticanti della Scuola Walter Tobagi. Attraverso le pagine dei propri blog personali ognuno ha raccontato l’assalto al Campidoglio americano. Qui l’articolo di presentazione firmato da Francesco Casini.

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